Dalla gratuita agli strumenti finanziari in Africa

La tendenza per l’Africa è chiara. L’aiuto internazionale sta cambiando: dalla gratuità (iniziative a dono), verso gli strumenti finanziari, dal sostegno ai Governi e alle ONG, all’accompagnamento alle imprese europee e locali. Il pensiero è che non c’è crescita senza investimenti. Ne sono evidenza il nuovo External Investment Plan (EIP) sviluppato dall’UE, programmi come Agrifi, Electrifi, e le attività delle banche di sviluppo dei Paesi Membri.

Le PMI rappresentano l’88,3% delle imprese europee. Tuttavia, il rapporto Commissione Europea “Annual Report on European SMEs 2017/2018” evidenzia che il numero delle PMI impegnate in attività di export è inferiore rispetto a quello delle aziende che non esportano. Molte PMI, sono ancora restie ad affacciarsi su nuovi mercati, per mancanza d’informazioni, di partner internazionali, di supporto finanziario e di formazione adeguati alle loro esigenze. Pertanto, ci chiediamo come faranno queste PMI a tradurre in termini operativi il mantra globale “Non si vive di solo mercato interno”?

Il problema delle PMI in Italia è il loro numero, non la loro esistenza che incarna il processo di sviluppo italiano. Il nostro paese ha il doppio di lavoratori in micro-imprese e circa la metà in grandi imprese. Il n. dei lavoratori nelle micro-imprese (1/9 addetti) è il doppio rispetto alla Francia e alla Germania (46% rispetto a 27 e 19%). Nelle PMI (lavoratori > 250), il rapporto migliora leggermente ma rimane sempre sbilanciato. Questo fotografa il rapporto di CDP, elaborato su dati EUROSTAT, 2015. Franco Tato’ - già presidente di ENEL group - racconta al Corriere della sera[1]la sua visione sul rapporto tra PMI e grandi aziende: “Spesso sottovalutiamo quanto per un Paese e’ importante avere grandi aziende…hanno grande capacità d’investimento, promuovono tecnologie e futuro, ma soprattutto sono una scuola di management”.

Tutta questo cosa vuol dire? Vuol dire che le PMI Italiane faticheranno ad utilizzare gli strumenti finanziari messi a disposizione dalla Comunità internazionale se non cambieranno visione e non saranno in grado di gestire la complessità dei nuovi strumenti: equity, quasi-equity, mezzanini, soft loan, obbligazioni emesse nei paesi Africani, etc.

EuropaBook sta lavorando in questa direzione per accompagnare le PMI che hanno visione sui mercati esteri. La collaborazione con IRTOP consulting ne è un’evidenza.

Siete curiosi? Scriveteci!

 

[1] Lunedi, 29_07_19. Intervista di Sergio Bocconi.

Author: 
roberto carpano
News category: 
Banking and Financial Services