I nuovi strumenti finanziari europei per le imprese che vogliono investire in Africa: Il Piano Europeo per gli investimenti Esterni (PIE). E’ importante muoversi adesso!

Non ci sono crescita ed occupazione senza investimenti pubblici e privati. Gli aiuti istituzionali contribuiscono a creare un clima favorevole agli investimenti, ma il settore privato deve investire! Tuttavia, l’investimento in Africa ha un rischio Paese elevato. Per superare questa difficoltà, l’UE ha promosso il Piano Europeo per gli Investimenti Esterni (PIE)  per stimolare gli investimenti privati con strumenti di garanzia, contro-garanzia  e blending. L’obiettivo è promuovere progetti d’investimento che le banche tradizionali non finanzierebbero per l’elevato grado di rischio.

Roberto Carpano e Susanna Leonelli, EuropaBook[1]

La storia inizia con la necessità di “moving beyond the classical development assistance”, e promuovere un effetto moltiplicatore. Il Piano europeo per gli Investimenti Esterni (PIE) è un’iniziativa del Presidente Junker del settembre del 2016 avviata dalla Commissione Europea (CE) nel settembre 2017 e ai primi passi dal secondo semestre del 2018.

Gli obiettivi del PIE sono: contribuire al raggiungimento dei target globali di sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals); stimolare gli investimenti privati; migliorare l’investment climate, creare crescita economica e posti di lavoro nei paesi beneficiari per affrontare alle radici le cause delle migrazioni. Il gap attuale per il raggiungimento di tali obiettivi è di circa 2,500 miliardi di dollari l’anno, impossibile da colmare solo con i meccanismi di aiuto tradizionali.

Il PIE propone ad investitori pubblici e privati un meccanismo di finanziamento misto (blending), che integra strumenti finanziari (garanzie, strumenti di condivisione dei rischi, nonchè nella combinazione di sovvenzioni e prestiti) con le modalità di assistenza più tradizionali (sovvenzioni). Con 4,1 miliardi di Euro, l’Unione prevede di mobilizzare fino a 44 miliardi di investimenti complessivi entro il 2020.

Il PIE si articola su 3 Pilastri:

Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile (EFSD) è il braccio finanziario e comprende una nuova Garanzia (1,5 miliardi Euro), per le Istituzioni finanziarie nazionali e multinazionali.  E’ gestito dalla CE in collaborazione con la BEI.

Le Blending Operations (2,6 miliardi di Euro), veicolate attraverso due piattaforme regionali: Africa Investment Platform e Neighbourhood Investment Platform.

Assistenza Tecnica a supporto di autorità pubbliche locali e imprese per preparare bankable projects e migliorare il business environment nei paesi partners.

I Settori d’intervento (cd. Investment windows) sono attualmente 5:

Energia sostenibile e connettività: energie rinnovabili, efficienza e sicurezza energetica, lotta al cambiamento climatico;

Accesso al finanziamento per PMI, la cui crescita è ostacolata dall’accesso a fonti di finanziamento o da capacità tecniche, professionali, finanziarie e manageriali inadeguate;

Agricoltura sostenibile e agroindustria;

Città sostenibili: meccanismi innovativi per uno sviluppo urbano sostenibile;

Soluzioni digitali per lo sviluppo per soddisfare i bisogni sociali locali e l’inclusione finanziaria e promuovere la creazione di lavoro.

Nell’ambito dei 5 settori d’intervento,  al Dicembre 2018, la UE ha approvato 28 “Guarantee program”, allocando 800 milioni di Euro dal EFSD Guarantee (cf https://ec.europa.eu/europeaid/sites/devco/files/181213-eip-28-guarantees-brochure-final.pdf)

I guarantee program sono gestiti da istituzioni finanziarie (FIs) dei Paesi Membri Europei e/o le banche multilaterali (BEI, EBRD, AfDB)

Requisiti dei progetti d’investimento:

L’investimento deve essere realizzato  in Africa sub-sahariana o nei paesi del vicinato[2];

Contribuire allo sviluppo sostenibile, nelle sue dimensioni economiche, sociali ed ambientali, con attenzione alla sostenibilità, creazione di posti di lavoro, rafforzamento dello stato di diritto e dei diritti umani;

Rispondere a evidenti carenze del mercato (nel senso di problemi concreti da affrontare).

Dimostra una componente addizionale rispetto agli investimenti tradizionali, ovvero essere operazioni che senza il supporto del PIE non potrebbero essere realizzate. Le garanze EFSD non sostituiscono il supporto dei Paesi Membri, dei fondi privati o di altri enti.

La dimensione del progetto di investimento dipende dalle caratteristiche dei singoli guarantee programs.

Gli attori del PIE e come un’impresa può presentare un progetto di investimento

Gli attori coinvolti nel Piano sono tre: I beneficiari diretti, le Imprese ed il Segretariato.

I beneficiari diretti sono le istituzioni finanziarie (FIs) dei Paesi Membri Europei selezionate dalla Commissione Europea e altre banche multilaterali (BEI, EBRD, AfDB) che sono in processo di firmare la convenzione per ricevere i fondi. Ad oggi, le Istituzioni Finanziarie selezionate sono: Agence Française de Développement (AFD), Casa di Depositi i Prestiti (CDP), Compañía Española de Financiación del Desarrollo (COFIDES), Deutsche Investitions- und Entwicklungsgesellschaft (DEG), Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW), Agencia Española de Cooperación Internacional para el Desarrollo (AECID), Nederlandse Financierings-Maatschappij voor Ontwikkelingslanden N.V. (FMO), Promotion et Participation pour la Coopération économique (PROPARCO).

Le istituzioni finanziarie e le banche multilaterali sono organizzate rispetto ai 5 settori d’intervento secondo un criterio settoriale  (e non nazionale). Se ad esempio, un’azienda italiana è interessata a un progetto di investimento sulle “energie rinnovabili”, si dovrà rivolgere all’istituzione finanziaria che gestisce quella “investment windows” (e non alla FI italiana, i.e. CDP).

Le imprese Europee e dei paesi Africani e del Vicinato sono i soggetti interessati al PIE.  Possono richiedere informazioni sugli strumenti finanziari per il loro progetto direttamente alle istituzioni finanziarie che gestiscono le finestre d’investimento d’interesse. I progetti presentati da partnership formate da imprese europee ed africane saranno avvantaggiati nella selezione, rispetto a progetti presentati solo da imprese europee. Trattandosi di un’iniziativa nuova, le procedure di partecipazione sono in definizione da parte delle FIs.

In alternativa, le aziende possono presentare il loro progetto d’investimento direttamente al Segretariato del PIE[3] (one-stop-shop), compilando un formulario online. Il Segretariato metterà l’impresa in contatto con l’istituzione finanziaria di riferimento.

In entrambi i casi, è auspicabile che le aziende promotrici prendano contatto con le Delegazioni dell’UE nel paese dove intendono investire per illustrare/discutere il loro progetto.

Che cosa è stato realizzato finora?

Ad oggi la Commissione Europea ha approvato 28 programmi di garanzia presentati dalle istituzioni finanziarie selezionate. Di questi, solo la NASIRA Risk-Sharing Facility è operativa, dal 18 dicembre, data della firma dell’accordo tra la CE e l’istituzione finanziaria di riferimento (FMO – banca di sviluppo olandese).  Questa garanzia utilizzerà 75 milioni di euro per mobilitare fino a 750 milioni di euro di investimenti per gli imprenditori nell’Africa subsahariana e nel vicinato UE. NASIRA dovrebbe creare 800.000 posti di lavoro per soggetti che normalmente hanno difficile accesso al credito a condizioni accettabili, quali i rifugiati, rimpatriati, donne e giovani. Stimolerà i finanziamenti per le micro, piccole e medie imprese affrontando gli elevati rischi connessi ai prestiti a imprenditori nei paesi partner. Darà loro accesso a prestiti per investimenti, offrendo alle istituzioni finanziarie locali, quali banche e istituti di microfinanza, delle garanzie di portafoglio contenenti prestiti per gli imprenditori.

Ci si aspetta che altri programmi di garanzia siano firmati a breve (già nel primo trimestre del 2019), di modo che le aziende interessate possano presentare progetti di investimento nei paesi africane e del vicinato, secondo l’iter più sopra esposto.

Quali sono le condizioni dei prestiti?

Abbiamo chiesto a due FI le procedure per i prestiti. Le risposte ricevute evidenziano una situazione ancora in evoluzione. Tuttavia, le risposte aiutano a comprendere le possibili modalita di esecuzione.

“Investment Window”: Trasporti.  “Guarantee Tool  - SLIG PIP” Gestita dalla EBRD

La EBRD ha ricevuto uno stanziamento di 50 milioni di EUR di garanzia dell'UE e 2,5 milioni di EUR di finanziamenti per l'assistenza tecnica per sostenere i progetti di logistica nelle regioni del Nord Africa, del Medio Oriente e dell'Est europeo e del Caucaso. In particolare, il finanziamento si concentrerà su queste aree di investimento:

Modernizzare le flotte di camion e manutenzione delle strade

Migliorare l’efficienza energetica  di porti, le navi e i magazzini

Potenziare le reti ferroviari ed i treni

Introdurre sistemi avanzati per il tracciamento delle spedizioni

Rendere gli aeroporti più ecologici.

Le aziende italiane, così come le società di altri paesi europei e non europei, possono utilizzare la componente TA. La Banca dovrebbe firmare un accordo di garanzia e assistenza tecnica con la Commissione europea nel primo trimestre del 2019, dopodiché inizieremo a distribuire gli strumenti nei nostri mercati.

“Investment Window”: Energia.  “Guarantee Tool  - DESCO” Gestita dalla AfDB

Un’azienda italiana può trarre vantaggio dalla componente Assistenza Tecnica della Guarantee Tool DESCO. In tal caso, qual è il processo di candidatura e i criteri di selezione? Il programma è destinato a società che operano nell'Africa subsahariana e che distribuiscono sistemi solari per la popolazione nelle zone rurali o non collegate alla rete. L'azienda Africana può essere una consociata di un'azienda italiana o internazionale. L'azienda Africana può beneficiare dell'AT se c’è necessità di sviluppare la preparazione del finanziamento o di migliorare la qualità del portafoglio dei suoi consumatori.

Quali sono le condizioni di prestito applicate dalla Banca? DESCO si rivolge ad aziende con un modello commerciale economicamente sostenibile ed una esperienza nell'elettrificazione delle famiglie attraverso i sistemi a tetto solare, principalmente nelle aree che non sono collegate alla griglia.

Secondo quali criteri è valutata la domanda di finanziamento? Ogni domanda è sottoposta ad una due diligence secondo le regole della Banca.

 

[1] EuropaBook e’ una consulting specializzata nel settore degli European Affairs www.europabook.eu Roberto.Carpano@europabook.eu

[2] Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libya, Marocco Palestina, Siria, Tunisia. Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Ucraina.

[3] https://ec.europa.eu/commission/eu-external-investment-plan/how-you-can-...

Author: 
Roberto Carpano, Susanna Leonelli
News category: 
Banking and Financial Services